RIVISTA FEMMINILE ONLINE

STELLE

Sharon Stone a 68 anni: come la donna che tutti temevano di sottovalutare ha attraversato 46 anni di Hollywood

Sharon Stone potrebbe ormai limitarsi a godersi i frutti del successo. Ma, a quanto pare, non è affatto nel suo stile. A 68 anni, l’attrice continua a parlare senza mezzi termini, a mettere in discussione l’immagine che gli altri hanno di lei e a ricordare che una carriera longeva non si costruisce cercando di piacere a tutti, ma avendo il coraggio di rimanere se stessi.

Sharon Stone potrebbe ormai limitarsi a godersi i frutti del successo. Ma, a quanto pare, non è affatto nel suo stile. A 68 anni, l’attrice continua a parlare senza mezzi termini, a mettere in discussione l’immagine che gli altri hanno di lei e a ricordare che una carriera longeva non si costruisce cercando di piacere a tutti, ma avendo il coraggio di rimanere se stessi.

A Hollywood esiste un tipo particolare di donne che è impossibile rinchiudere a lungo in un unico ruolo. Sharon Stone è una di loro.

In 46 anni nell’industria cinematografica è stata sex symbol, attrice drammatica, protagonista di thriller, artista, attivista e personaggio pubblico che non ha paura di dire ciò che pensa.

E, a giudicare dalle sue recenti dichiarazioni, alcune persone continuano ad avere un certo timore nei suoi confronti.

Era «strana» ancora prima che diventasse di moda

Sembra che il carattere di Sharon Stone si sia formato molto prima di Hollywood.

È cresciuta nella Pennsylvania rurale, in una famiglia in cui l’infanzia era tutt’altro che protetta e spensierata. Suo padre andava a caccia e le carcasse degli animali che aveva abbattuto venivano appese a una corda vicino alla casa. Una volta Sharon si trafisse il piede con un enorme chiodo: sua madre lo estrasse semplicemente, fasciò la ferita e rimandò la figlia a giocare.

Forse è anche per questo che, da adulta, l’attrice non si è mai lasciata intimidire facilmente dalle difficoltà della vita.

Stone ricorda se stessa da bambina come una vera «ragazza strana». Invece di giocare alla sposa, poteva portare a scuola un pipistrello vivo oppure inseguire gli altri bambini con dei serpenti.

Non proprio il modo più convenzionale per prepararsi alla carriera di bellezza hollywoodiana.

Ma proprio questa sua eccentricità sarebbe diventata in seguito uno dei suoi maggiori punti di forza.

L’intelligenza è un’altra parte della sua identità

Sharon Stone non è mai rientrata nello stereotipo della «bella faccia e niente più».

Era una bambina eccezionalmente brillante: iniziò la seconda elementare a soli cinque anni e a 15 anni frequentava già corsi universitari.

Secondo quanto ha raccontato, fu persino ammessa alla Howard University. Suo padre, però, non se la sentì di mandarla lì.

Stone ha poi scherzato dicendo che, se fosse successo, oggi avrebbe forse «un’intera squadra di splendidi bambini birazziali».

C’è un dettaglio importante in questa storia: l’intelligenza di Sharon non è mai stata un semplice accessorio della sua bellezza.

È sempre stata abituata a pensare con la propria testa e, a quanto pare, proprio questo l’ha resa spesso scomoda per chi preferiva vederla soltanto come una bella attrice.

Non fu il sogno della fama a portarla a New York

A 19 anni Stone si trasferì a New York per lavorare come modella con l’agenzia Eileen Ford.

A prima vista sembra la classica storia della futura star di Hollywood: una giovane donna bellissima lascia casa e parte alla conquista del mondo.

Ma la vera ragione era molto più drammatica.

Suo fratello maggiore fu arrestato dopo che gli furono trovati diversi chili di cocaina e finì nel carcere di Attica. In seguito, la famiglia iniziò a ricevere minacce da persone che temevano che lui potesse collaborare con le autorità.

Rimanere a casa era diventato pericoloso.

Così, la carriera da modella che avrebbe poi portato Stone al cinema non nacque soltanto dall’ambizione. C’era anche il desiderio di mettersi al sicuro e di allontanarsi da circostanze che diventavano sempre più pericolose.

Hollywood voleva vedere una cosa. Lei ha deciso di essere qualcos’altro

Il problema delle donne belle nell’industria cinematografica è vecchio quanto Hollywood stessa: non appena un’attrice diventa un sex symbol, tutti iniziano ad aspettarsi che continui a interpretare lo stesso tipo di personaggio.

Stone, però, non ha mai voluto restare confinata in un’unica categoria.

La sua bellezza è diventata parte della sua carriera, ma non ne è mai stata l’intera storia.

Ed è proprio questo a rendere interessante il suo percorso oggi, a 68 anni. La domanda principale non è per quanti anni un’attrice riesca a rimanere famosa.

La vera domanda è se abbia permesso agli altri di decidere chi dovesse essere.

A quanto pare, no.

«La mia strada non sarebbe mai stata quella delle psicopatiche sessuali»

Una delle riflessioni più interessanti di Stone riguarda i ruoli e il modo in cui l’industria ha cercato di definirla.

Non si vede come una donna la cui carriera avrebbe dovuto essere costruita esclusivamente su personaggi sessualizzati o provocatori.

È una precisazione importante, soprattutto considerando quanto la sua immagine pubblica sia stata un tempo legata alla sensualità.

Stone ricorda, in sostanza, che l’immagine che il pubblico vede e la persona che si trova dietro quell’immagine sono tutt’altro che la stessa cosa.

A volte Hollywood si innamora così tanto della tua bellezza da smettere di vedere il tuo carattere.

Perché alcune persone hanno ancora paura di lei?

Stone racconta che ancora oggi alcune persone possono sentirsi intimidite da lei.

Forse perché non ha mai dato l’impressione di essere una persona facile da convincere a essere «comoda» per gli altri.

Nella sua biografia ci sono troppi momenti in cui ha dovuto crescere in fretta, prendere decisioni difficili e uscire da situazioni nelle quali altri avrebbero potuto semplicemente perdere la testa.

Un’infanzia in una famiglia tutt’altro che semplice. Doti straordinarie. Il trasferimento a New York a 19 anni. La carriera da modella. Hollywood. Una fama enorme. E decenni trascorsi in un’industria che non è sempre stata indulgente con le donne che rifiutano di giocare secondo le regole degli altri.

Quindi, forse, non la temono per la sua durezza.

Ma per la sensazione che sia difficile da controllare.

46 anni e non è ancora la fine

La cosa più interessante della storia di Sharon Stone oggi non sono nemmeno i suoi ruoli leggendari.

È la durata stessa del suo percorso.

Quarantasei anni a Hollywood significano quasi mezzo secolo. In tutto questo tempo sono cambiati la moda, il cinema, il modo di guardare alle donne, la tecnologia e persino il modo in cui il pubblico consuma le celebrità.

E Stone è ancora riconoscibile.

Non perché abbia congelato per sempre la propria immagine di giovane star. Al contrario: si è concessa di cambiare, di parlare apertamente di sé e di rimanere una persona, anziché trasformarsi in un reperto da museo della propria fama.

E forse è proprio questa la sua lezione più forte.

La vera longevità in una carriera non consiste nel rimanere per sempre uguali. Consiste nel sapersi trasformare senza perdere se stessi.

Sharon Stone, a quanto pare, lo fa da 46 anni.

Sharon Stone a 68 anni: come la donna che tutti temevano di sottovalutare ha attraversato 46 anni di Hollywood
×
×

Questo sito utilizza i cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Navigando su questo sito web, accetti il nostro utilizzo dei cookie.