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Dov’è la tua testa, Gigi? Gigi Hadid nel nuovo numero di LOVE Magazine

WHERE’S YOUR HEAD AT, GIGI HADID? — la domanda suona audace, quasi provocatoria. Ma nel nuovo numero di LOVE: DEAD SERIOUS assume un significato sia letterale che filosofico.

WHERE’S YOUR HEAD AT, GIGI HADID? — la domanda suona audace, quasi provocatoria. Ma nel nuovo numero di LOVE: DEAD SERIOUS assume un significato sia letterale che filosofico.

Ispirandosi al film cult Death Becomes Her, Gigi Hadid si immerge in un mondo in cui l’eterna giovinezza non è un sogno, ma una tentazione. E, come in ogni fiaba dal sottotesto oscuro, il prezzo da pagare è più alto di quanto sembri.

Nel leggendario film del 1992, Meryl Streep e Goldie Hawn interpretavano due rivali che bevevano un elisir magico capace di promettere bellezza e giovinezza immortali. Ma dietro la pelle perfetta e la fronte levigata si nascondeva una verità inquietante: la perdita dell’umanità.

Oggi, a distanza di decenni, quella storia suona quasi come un documentario. Iniezioni, filtri, ritocchi, feed dei social impeccabili — viviamo in un’epoca in cui l’invecchiamento viene percepito come un errore di sistema.

Ed è qui che Gigi compie un passo dentro questa illusione.

Nel servizio per LOVE: DEAD SERIOUS, Gigi non è semplicemente una modella: è un personaggio. Una donna sedotta dalla promessa della perfezione.

Pelle lucida, sguardo di porcellana, silhouette scultoree — tutto sembra sospeso tra realtà e fantasia. Scivola nell’inquadratura come se non toccasse terra. E a un certo punto… perde la testa.

Letteralmente.

È una metafora visiva del nostro tempo: nella corsa verso l’impeccabilità rischiamo di perdere noi stesse.

La bellezza è sempre stata una forza. Ma quando diventa ossessione, nasce una domanda inquietante: resta ancora spazio per le emozioni autentiche, per le rughe nate dal sorriso, per la stanchezza, per l’imperfezione?

In questo progetto Gigi sembra oscillare tra dea e bambola. Ed è proprio in questa tensione che si nasconde tutta la verità del glamour contemporaneo.

L’estetica del servizio è iperbolica, quasi teatrale. Look essenziali ma drammatici, bagliori freddi sulla pelle, un senso di perfezione artificiale.

Non sono solo immagini bellissime. Sono il riflesso di un mondo in cui il filtro conta talvolta più della realtà.

LOVE non realizza semplicemente un editoriale di moda. La rivista pone una domanda scomoda: cosa rimane quando si toglie la maschera della perfezione?

In questo progetto Gigi Hadid dimostra che si può essere un’icona senza avere paura di parlare delle fragilità dell’industria.

La sua immagine è insieme fantasia e avvertimento. Sì, possiamo aspirare alla versione migliore di noi stesse. Ma è fondamentale ricordare che il vero fascino risiede nell’energia, nel carattere, nello sguardo — non nell’assenza dei segni del tempo.

Perché essere “forever young” non riguarda la pelle. Riguarda il fuoco interiore.

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