Ci sono campagne pubblicitarie che si limitano a mostrare dei vestiti. E poi ce ne sono altre dopo le quali viene voglia di cambiare postura, sguardo e persino il modo di camminare.
Ci sono campagne pubblicitarie che si limitano a mostrare dei vestiti. E poi ce ne sono altre dopo le quali viene voglia di cambiare postura, sguardo e persino il modo di camminare.
La nuova campagna di Miss Sixty con Bella Hadid appartiene chiaramente alla seconda categoria. Non parla semplicemente di jeans. Parla dell’atmosfera che indossi insieme a loro.
Nella nuova campagna Bella torna come volto del brand e rientra ancora una volta nell’universo Miss Sixty a lei già familiare — ma questa volta in una versione ancora più cinematografica.
Il fotografo Gabriel Moses non crea solo uno shooting, ma quasi un film senza dialoghi. E al centro di questo film c’è una donna che non aspetta lo sviluppo della trama: la scrive da sola.
Qui Bella non è una modella nel senso classico. È un personaggio. Un mito. Un mood.
L’estetica dei primi anni 2000 è di nuovo protagonista — vita bassa, denim, brillantezza, un pizzico di provocazione e tanta sicurezza.
Ma oggi non è più ingenuo pop-glamour. È una rilettura.
Miss Sixty prende la Y2K come base e la arricchisce con qualcosa di nuovo — la consapevolezza di una donna moderna che non interpreta più un ruolo, ma lo possiede.
In questa campagna si muove attraverso spazi quasi surreali — sospesa tra realtà e sogno.
A volte è seducente, a volte distante, a volte quasi irraggiungibile in chiave cinematografica. Ma soprattutto è sempre sicura di sé.
Non è “la ragazza della pubblicità”. È l’eroina che sembra appena uscita dal fotogramma della propria vita.
E questo è il messaggio principale: non sei lo sfondo della storia. Sei il suo centro.

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