Viviamo in un’epoca davvero strana. Da una parte, alle donne viene ripetuto continuamente: «Ama te stessa così come sei». Dall’altra, la pubblicità ci ricorda ogni giorno che bisogna eliminare le rughe, coprire i capelli bianchi, rassodare la pelle, cancellare i segni della stanchezza dal viso e, possibilmente, sembrare dieci anni più giovani.
Viviamo in un’epoca davvero strana. Da una parte, alle donne viene ripetuto continuamente: «Ama te stessa così come sei». Dall’altra, la pubblicità ci ricorda ogni giorno che bisogna eliminare le rughe, coprire i capelli bianchi, rassodare la pelle, cancellare i segni della stanchezza dal viso e, possibilmente, sembrare dieci anni più giovani.
Come se crescere e invecchiare fosse un errore da correggere il prima possibile.
Eppure c’è un’idea che si fa sentire sempre più forte: una donna può desiderare di apparire più giovane, ma non è affatto obbligata a farlo.
Hai mai notato che il complimento «Non dimostri affatto la tua età» viene quasi sempre considerato il migliore? Come se il massimo elogio per una donna adulta fosse assomigliare a una versione più giovane di sé stessa.
Raramente qualcuno dice: «Hai un’aria felice», «Trasmetti sicurezza» oppure «Hai un’energia incredibile». Invece il culto della giovinezza ci ha insegnato a misurare il nostro valore dal numero delle rughe e dall’assenza dei capelli bianchi.
Ed è proprio qui che inizia una gara infinita, una gara in cui è impossibile vincere.
La società giudica molto più spesso una donna dal suo aspetto che un uomo. Da lei ci si aspetta una doppia perfezione: essere una professionista competente, una persona interessante, una madre o una compagna premurosa e, allo stesso tempo, sembrare giovane a qualsiasi età.
Le rughe smettono di essere un semplice cambiamento naturale e diventano un messaggio implicito: «Non corrispondi più all’ideale».
Per questo milioni di donne investono enormi quantità di tempo, denaro ed energie non per sentirsi meglio, ma per sembrare più giovani.
Molte donne, dopo i quaranta o i cinquanta anni, raccontano una sensazione strana: come se il mondo smettesse di notarle.
Alle feste l’attenzione si sposta sulle più giovani. Nella pubblicità quasi non esistono donne comuni di età matura. Al cinema i ruoli principali vanno molto più spesso alle attrici giovani.
E lentamente nasce una domanda dolorosa: se non sembro più giovane, sono ancora interessante?
In realtà il problema non è l’età, ma il fatto che per troppo tempo la società ha legato la visibilità delle donne quasi esclusivamente alla giovinezza.
Creme anti-età, sieri, maschere, iniezioni, dispositivi estetici, trattamenti… L’industria della bellezza ha costruito un mercato enorme su un unico messaggio: «Non sei ancora abbastanza giovane».
E non appena un problema sembra risolto, ne compare subito un altro.
Le rughe intorno agli occhi. L’ovale del viso. Il collo. Le mani. I capelli. Ogni anno porta con sé un nuovo motivo per acquistare un nuovo prodotto.
La parte più frustrante è che questo gioco non ha un finale. Invecchiare è un processo naturale che non si può cancellare.
Molte pensano: eliminerò le rughe e finalmente mi sentirò bella.
Ma se ripensi onestamente a te stessa a vent’anni, eri davvero soddisfatta del tuo aspetto? La maggior parte di noi trovava comunque nuovi difetti, anche su un viso perfettamente giovane.
L’amore per sé stesse raramente nasce dopo un trattamento estetico. Arriva quando smetti di giudicarti continuamente davanti allo specchio.
La corsa alla giovinezza non è solo stanchezza emotiva. È anche una spesa enorme.
Migliaia di euro possono finire in creme, trattamenti, iniezioni, cosmetici, consulenze e nuove promesse di «dieci anni in meno».
Ora prova a immaginare un’altra lista:
Quale di queste cose potrebbe davvero migliorare la tua vita più a lungo?
Amare i cosmetici è normale. Tingere i capelli è normale. Fare trattamenti estetici è altrettanto normale, se è una scelta davvero tua.
Il problema nasce quando la cura di sé si trasforma in una lotta contro la propria età.
C’è una grande differenza tra dire «Lo faccio perché mi piace» e «Lo faccio perché ho paura di sembrare vecchia».
È proprio la motivazione a cambiare tutto.
Accettiamo senza difficoltà che gli alberi cambino con le stagioni e che i volti delle persone che amiamo maturino insieme a noi. Con noi stesse, invece, siamo molto più severe.
Ogni ruga non è solo una perdita di collagene. È il segno di anni di risate, lacrime, notti insonni, viaggi, successi ed errori. È la vita che ha lasciato la sua impronta.
E forse quelle impronte non devono essere nascoste con tanta ostinazione.
Una donna non deve festeggiare l’arrivo delle rughe e non è obbligata a rinunciare alla cura di sé. Ma non dovrebbe nemmeno vivere con l’idea che la sua versione migliore sia rimasta a venticinque anni.
La bellezza non finisce quando inizia la maturità. Semplicemente cambia.
E forse la libertà più grande arriva proprio nel momento in cui smetti di spendere la tua vita cercando di riportare indietro il tempo e inizi, invece, a vivere con curiosità l’età in cui ti trovi oggi.

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